“Un sultano a Palermo” di Tariq Alì

La frase iniziale è la più importante. Idrisi lo sapeva per istinto e per la sua familiarità con i manoscritti del passato. Ne erano ben consapevoli gli antichi, che sceglievano con estrema cura l’incipit delle loro opere, e il cui lavoro di sicuro procedeva estremamente scorrevole una volta presa quella decisione. Da dove cominciare? Come cominciare?

XII secolo, Sicilia.
Muhammad al Idrisi, geografo e cartografo musulmano di Siqilliya, la Sicilia medievale da pochi decenni potentato normanno, oltre ad essere a detta di molti il più grande scienziato vivente di Sicilia, è anche amico e confidente sincero del sultano Rujari, il re normanno Ruggero d’Altavilla.
La vicenda si svolge nel periodo in cui Ruggero, malato e indebolito, sta per morire, e il potere della corte, fino ad allora nelle mani della storica comunità musulmana, inizia ad essere ambito dai baroni normanni e preti cristiani,sempre più aggressivi e desiderosi di onori e ricchezze.
Un racconto che trasferisce al lettore i profumi dell’isola, che parla di viaggi e resoconti di viaggi, di dialoghi dotti e malinconici tra il re e lo scienziato, di congiure e di tragedie.
Un libro che ci fa comprendere come i conflitti odierni hanno radici lontane, radici nate e cresciute nell’odio e per la sete di potere


Per approfondire

  • J.J Norwich. I normanni nel Sud, 1016-1130
  • J.J Norwich.  Il regno nel sole : i normanni nel Sud, 1130-1194
  • Amedeo Feniello. Sotto il segno del leone

 

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