“Un eroe per l’impero romano” di Andrea Frediani

Hatra, deserto arabico, 117 d.C.

La staffetta maledisse l’incarico che gli era stato affidato. Avrebbe impiegato un bel pò per trovare il decurione dell’ ala II Pannoniorum. In quel campo, nel quale era rimasto ben poco dell’efficenza romana, nessuno era mai dove sarebbe dovuto essere. Quelli delle ali di cavalleria, poi, erano tra i più elusivi: i compiti di ricognizione e foraggiamento offrivano loro un bel pretesto per andarsene a zonzo senza rendere conto dei loro movimenti ai comandi.

Un giovane portaordini deve consegnare un messaggio al decurione Tiberio Claudio Massimo. Tiberio, però, non è solo un soldato, è un eroe.
E’ l’eroe della campagna di Dacia, l’eroe della guerra contro i Parti. Ma la storia di Tiberio, le sue imprese, nascondono un mistero che va raccontato e per farlo bisogna ricordare, bisogna tornare indietro di diciannove anni, da quando ebbe inizio la guerra in Dacia. Sotto il comando dell’imperatore Traiano, Roma muove guerra ai Daci, tribù germanica al confine del Danubio guidata dal re Decebalo. Pagina dopo pagina conosceremo Tiberio, soldato la cui fama di indomito guerriero è già nota, e suo fratello Marco, indolente e refrattario alle responsabilità, che da frumentarius stanziato all’isola d’Elba verrà chiamato a partecipare alla guerra.


Per approfondire

Grigore A. Popescu. I Daci

3 COMMENTS

  1. Un romanzo molto dettagliato e preciso, soprattutto per quanto riguarda i vari ruoli dei soldati dell’esercito romano, la storia però non mi ha appassionato molto ed il finale a mio avviso è bruttino.

  2. Nel dettaglio storico non c’è molto da dire. La storia narrata invece non è molto appassionante, spesso si riesce ad immaginare in anticipo cosa succederà nelle pagine seguenti. Inoltre il rispetto della gerarchia all’interno dell’esercito romano era una prerogativa al mantenimento della Disciplina, che era uno dei punti cardinali della superiorità militare di Roma. Qui invece un semplice duplicarius fa di testa sua come se fosse lui a comandare la sua turma.
    Anche l’aspetto misterioso con la creazione degli “uomini lupo” non vedo cosa centri in un romanzo storico. sopratutto perchè non ha nessun risvolto importante all’interno del romanzo, o meglio per lo scopo che queste figure hanno ai fini del romanzo ci potevano essere diverse alternative più concrete o quantomento credibili.

  3. A me il romanzo è piaciuto, sarà che i luoghi di confine mi affascinano e la selvaggia e misteriosa Dacia lascia viaggiare l’immaginazione.
    Riguardo gli uomini lupo è una licenza narrativa ma non sappiamo se i daci o le popolazioni selvagge di quei luoghi non avessero delle sette. I druidi praticavano misteriosi riti in tutta la “Celtia”. I daci erano guerrieri feroci.

LEAVE A REPLY