“Spartaco il gladiatore” di Mauro Marcialis

Anno 682 ab Urbe condita. Porta Capena, Roma

La prima punta d’ombra lambisce il quadrante delle meridiane. I sette colli si affacciano al nuovo giorno accarezzati dai raggi del sole. Roma si accende. Un giovane schiavo sta trasportando tre anfore di bronzo. Il suo padrone gli ha ordinato di consegnarle a un commerciante alle porte di Roma, sulla via Appia. Lo schiavo supera Porta Capena: ai margini della strada, subito dopo i piccoli templi dedicati agli dei, si erge un numero impressionante di croci sulle quali sono stati inchiodati i ribelli.

Res. Il significato del termine latino è cose. Ma nel romanzo di Marcialis, res indica gli schiavi. Quegli esseri che per l’economia di Roma sono cose che coltivano, sono cose che soddisfano gli appettiti sessuali di matrone e senatori romani, sono cose che divertono platee di spettatori con scontri all’ultimo sangue.
Ed è in una scuola di gladiatori, quella di Capua guidata da Lentulo Batiato, che ha inizio la ribellione guidata dal trace Spartaco. Le vicende del libro vedranno come voci narranti il centurione Floro, Claudia, giovane esponente di un’agiata famiglia romana, e Decio, anche lui soldato di Roma, caduto in disgrazia e divenuto gladiatore. Saranno molti i generali romani a guidare l’esercito dell’Urbe contro Spartaco, ma la grande Roma sottovaluta la minaccia, fino a quando non assegna il comando a Crasso, uno degli uomini più potenti della Repubblica. Marcialis racconta le vicende dei protagonisti con uno stile personale e dinamico, non sottovalutando una buona ricostruzione storica necessaria per farne un romanzo storico credibile.


Per approfondire

Daniele Foraboschi. La rivolta di Spartaco

 

1 COMMENT

  1. Ho letto Spartaco di Marcialis due mesi fa e mi è piaciuto molto come ha saputo raccontare la storia del gladiatore trace con un racconto originale e ben scritto.
    Bel libro

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