“Shogun” di James Clavell

La tempesta si avventò su di lui. Ne avvertì il morso a fondo, e comprese che sarebbero tutti morti se non avessero toccato terra entro tre giorni. Troppe morti in questo viaggio, pensò. Sono pilota-maggiore di una flotta di morti. Di cinque navi ne era rimasta una, di centosette uomini di equipaggio ne sopravvivevano ventotto, dei quali ormai solo una decina in grado di camminare. Gli altri – e fra loro il capitano-generale – erano prossimi alla fine. Niente più cibo, quasi niente acqua, e quella rimasta sporca e salmastra

Giappone, XVI secolo.
John Blackthorne, comandante inglese dell’Erasmus, a causa di un naufragio si ritrova in un villaggio di pescatori nel Giappone feudale del XVI secolo.
In un mondo sconosciuto e lontano, Blackthorne deve trovare il modo di sopravvivere. Grazie al suo coraggio e alle sue imprese inizierà a conoscere le peculiarità di quel mondo, dove le azioni sono sempre mediate da un codice incomprensibile per un occidentale. Le vicende che vivrà lo porteranno sulla via dei samurai, con il soprannome di anjin, il navigatore, diventando il fido aiutante di Toranaga, dapprima daymo e infine Shogun capace di unificare un Giappone diviso e conflittuale.


Per approfondire

Niccolò Capponi. Samurai:una casta di guerrieri

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