“Il romanzo di Matilda” di Elisa Guidelli

“La sofferenza non da tregua al tempo.”
Il vescovo di Reggio Eriberto era stato il primo a parlare.
Dopo di lui, lo avevano seguito tutti gli altri. Vescovi, abati, monaci, e i pochi fedeli vassalli che ancora non le avevano voltato le spalle. Uno dopo l’altro avevano detto la loro opinione, e avevano espresso unanimi il proprio pensiero: la proposta di pace dell’imperatore era l’unica strada, la resa incondizionata al suo esercito l’unica salvezza.

Ti ricordi quando è nata l’idea del tuo libro? Dove ti trovavi e come hai fermato quell’idea?

L’idea è nata all’età di sei anni, a Canossa, dove ho sentito parlare per la prima volta della contessa Matilde e della sua lunga, appassionante e travagliata storia. L’ammirazione nei confronti della sua figura ha creato un desiderio così grande di scriverne che è rimasto silente dentro di me, in attesa. Quindici anni dopo ho immaginato la prima scena fermandola nella mia mente: si trattava della lotta tra i falchi, ed è stata la prima che ho scritto, dopo altri quindici anni, quando mi sono lanciata nella scrittura dell’opera. È un romanzo che ha richiesto anni di studio, ricerca e preparazione. Non mi sentivo mai all’altezza, mai abbastanza pronta ad affrontare quella che finora ritengo sia stata la mia sfida più grande: restituire al personaggio di Matilde tutta la potenza che ha incarnato nell’epoca in cui ha vissuto.

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È mattina, quasi l’alba. All’improvviso una telefonata. E’ il tuo regista preferito dall’altra parte. Ti sta comunicando che ha deciso di girare un film tratto dal tuo romanzo e ti concede la possibilità di scegliere un’attrice o un attore per interpretare uno solo dei tuoi personaggi: chi sceglieresti e perché?

Sceglierei sicuramente Michael Fassbender per il ruolo di Enrico IV. L’Enrico del mio romanzo è infatti un imperatore tenace, arrogante, affascinante e un po’ psicopatico, credo che Fassbender abbia la fisicità e lo sguardo ideali per rendere la complessità del personaggio e tutte le sue sfaccettature.

Trasformati in una guida turistica e promuovi i territori attraversati dalla tua storia, perché dovrebbero essere visitati oggi e quali sono gli elementi ancora riconoscibili nella storia che hai raccontato?

Sul blog che ho dedicato al romanzo c’è una sezione chiamata Itinerari appositamente pensata per recuperare e promuovere quelle zone che fanno da sfondo alle vicende di Matilde, dei suoi sostenitori e dei suoi nemici. Nel tempo ho infatti creato un vero e proprio album di foto disponibili su Instagram e di riflesso anche sul blog che danno tutte le informazioni per ritrovare castelli, pievi, abbazie, strade, chiese, ostelli, percorsi antichi dove la Grancontessa ha lasciato il suo segno inconfondibile. L’unico modo per riappropriarsi del presente e vivere al meglio il futuro è cercare nel passato le testimonianze di chi è venuto prima di noi e ha voluto lasciare memoria del suo passaggio, perché c’è sempre qualcosa da imparare.

Una canzone che consigli per ascoltare il tuo romanzo

‘If I Had A Heart’ – Fever Ray

Anche senza corona, il cammino l’aveva portata a quel punto: era diventata ormai colei che reggeva le sorti dell’Italia.

Potrete approfondire la conoscenza di Elisa sul suo sito 

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