“Quando le anime si sollevano” di Madison Smartt Bell

15 giugno 1802, a bordo della Hèros. Avere levato l’ancora con la marea del mattino è stato un sollievo. Le voci di nuovi disordini hanno reso gli ultimi giorni in porto terribilmente inquieti: forse si prepara una rivolta ben più grave, scatenata dalla deportazione del capo brigante Toussaint, nostro passeggero e prigioniero.

1791, Haiti. Mentre nella madrepatria i cesti dei boia si riempiono di teste aristocratiche e la rivoluzione è alle prese con anni drammatici, nelle colonie francesi i grand blancs, i latifondisti di origine francese, monarchici e aristocratici, sono sicuri che per i loro interessi non ci saranno ripercussioni. E’ vero, meticci e petit blancs vogliono nuovo potere, chiedono nuovi diritti, ma tutto sembra essere controllabile. Per non parlare della massa di schiavi neri, mezzo milione. Loro non sono altro che carne, meno importanti della canna da zucchero o del cotone che raccolgono. Solo che loro, gli schiavi, sono decenni che patiscono la fame, la tortura, la violenza degli uomini bianchi. Le lacerazioni delle carni sono profonde, ma quelle delle loro anime lo sono di più. E allora basta una scintilla perché i sussurri di odio diventino urla di sangue: le armi sono pronte, la vendetta sarà un massacro. A capo della rivoluzione Toussaint, schiavo anche lui, che diventerà guida di quest’ondata di uomini liberati, di anime perse che si ribellano, si sollevano.


Per approfondire

  • Cyril L.R. James. I giacobini neri: la prima rivolta contro l’uomo bianco
  • P. Linebaugh e M. Rediker. I ribelli dell’Atlantico

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