“Purezza di sangue” di Arturo Pérez Reverte

Quel giorno ci fu una corrida in Plaza Mayor, ma qualcosa guastò la festa al tenente delle guardie Martin Saldana. La donna fu rinvenuta strangolata all’interno di una portantina, davanti alla chiesa di San Gines con un borsello contenente cinquanta scudi e un biglietto scritto a mano, senza firma, che diceva: “Per pagarle qualche messa in suffragio.”

Spagna, XVII secolo.
Il capitano Alatriste torna dopo il primo libro a lui dedicato.
E questa volta dovrà affrontare la Santa Inquisizione spagnola per salvare il suo pupillo, il giovane Inigo Balboa, figlio di un suo compagno d’armi morto anni prima.
Nelle pagine del romanzo emergeranno le figure di Francisco de Quevedo, poeta e amico del capitano Alatriste. Del conte de Olivares, vero detentore del potere nella Spagna di Filippo IV. Di Gualterio Malatesta, sicario e nemesi del Capitano. Perez Reverte conduce il lettore tra le bettole di una Madrid pericolosa e impoverita, alla corte corrotta del re di Spagna, in una nazione dove l’Onore, e la sua difesa, è spesso associato alla spada.


 

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