“Ombre su campo Marzio” di Claudio Foti

Il vento fischiava impetuoso fuori le ampie mura del monastero di Saint-Géraud. In Auvergne nonostante fosse primavera inoltrata, il freddo e il gelo non sembravano intenzionati a mollare la presa sui campi e sulle montagne, gettando nella disperazione i contadini e gli abitanti dei piccoli borghi. Nella sala capitolare del monastero, riscaldata e illuminata da un ampio camino in cui ardeva un possente fuoco, alcuni uomini parlavano animatamente di un lungo viaggio da intraprendere.“Ho deciso di recarmi a Roma con il conte Borell” esordì l’uomo di mezza età, il cui  volto era incorniciato da una lunga barba bianca passandosi una mano sull’ampia tonaca porpora che a stento tratteneva il suo addome.

Il romanzo ricorda la prima missione a Roma di Gerbert d’Aurillac, il futuro papa Silvestro II, al seguito del conte Borrell e del vescovo Attone che miravano ad ottenere dal papa il riconoscimento della Marca Ispanica come sede arcivescovile. Gerbert d’Aurillac, ai tempi un giovane monaco benedettino, è spinto dalla curiosità e dalla sete di sapere alla ricerca di un misterioso libro nei meandri della città eterna.
Dopo un tormentato viaggio per mare e per terra , Gerbert d’Aurillac, accompagnato dal fedele Ascanio, si avventura nei vicoli e nel sottosuolo di una Roma preda di credenze e superstizioni, destreggiandosi tra inguaribili ciarlatani e personaggi inquietanti come il cerusico Arturo de Calabrie, tra l’istituzionale diffidenza della curia e la malcelata simpatia del papa, fino a mettere le mani sul libro agognato difendendolo poi dalle brame di demoni e papi.


Per approfondire

Luca Montecchio. Gerberto d’Aurillac. Silvestro II

Un grazie a Laura, autore dell’articolo.

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