“Manituana” di Wu Ming

Avevano portato anche i bambini, perchè un giorno lo raccontassero a figli e nipoti. Dopo molti tentativi, l’asta finì per mettersi dritta. Il Palo della Libertà.
Un tronco di betulla, pulito e levigato alla buona. Un groviglio di corda. Un rettangolo di stoffa rossa tagliato da una coperta. La bandiera del Congresso continentale.

1775, America del Nord.
Un nuovo mondo dove la  convivenza multiculturale, il meticciato creato negli ultimi decenni da Sir William Johnson , si sgretola all’interno dei conflitti  tra chi è leale alla corona inglese e i “ribelli” americani.
La guerra si estende anche alle nazioni irochesi, stremate dall’espansione dei bianchi e dal fiume di rhum che circola tra gli uomini. Per opporsi a coloro che bramano le terre dei nativi americani, il clan Johnson invierà una delegazione a Londra, da re Giorgio III, per avere supporto nella guerra contro i ribelli, contro coloro che vogliono affrancarsi dal dominio di Londra ma anche impossessarsi delle terre irochesi. Un punto di vista, quello di Manituana, alternativo rispetto ai romanzi dedicati alla guerra di indipendenza americana, questa volta dalla parte di chi è leale alla corona.


Per approfondire

L.E. Morgan. La Lega degli Ho-de’-no-sau-nee, o Irochesi

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