“L’ottava vibrazione” di Carlo Lucarelli

Tutte le volte che si allentava il nodo della cravatta, il signor Cappa batteva l’unghia del pollice contro la superficie inamidata del colletto. Agganciava il nodo con l’indice, tirava piano verso il basso e poi, sempre, un piccolo colpo con la punta del pollice sulla cellulosa irrigidita, un piccolo colpo secco, all’indietro, come per lanciare una biglia, tutte le volte.

Massaua 1896.

Il caldo torrido e opprimente dell’Abissinia di fine ‘800 fa da sfondo a un intreccio di storie e personaggi, quasi tutti italiani.
Militari duri e prevaricatori, giovani reclute provenienti dalle varie regioni del giovane regno italiano, connazionali in cerca di fortuna nella terra d’Africa, un ufficiale dei carabinieri giunto per indagare e ritrovare un misterioso personaggio che in Italia si è macchiato di sanguinosi delitti. Siamo nei giorni che precedono la battaglia di Adua, che vedrà contrapposti le truppe italiane e l’esercito abissino del negus Menelik. Un libro ricco di oggetti, canzoni, avvenimenti e riferimenti socioculturali di quegli anni.


Per approfondire

  • Arnaldo Cipolla. L’Abissinia in armi
  • Domenico Quirico. Adua – la battaglia che cambiò la storia d’Italia

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