“Lo scudo di Talos” di Valerio Massimo Manfredi

Con il cuore pieno di amarezza sedeva il grande Aristarchos e guardava il figlioletto Kleidemos dormire tranquillo nel grande scudo paterno che gli fungeva da culla. E dormiva poco distante, in un lettino appeso al soffitto il maggiore, Brithos.
Il silenzio che avvolgeva l’antica casa dei Kelomenidi era rotto d’un tratto dallo stormire delle querce nel bosco vicino. Un lungo, profondo sospiro del vento

V secolo a.C, Sparta.
Durante il regno di Leonida, un bambino nato storpio viene abbandonato, perchè solo il più forte può vivere nella città di Sparta. Lo storpio, salvato dagli iloti, servi dei nobili spartani, diventerà uomo e guerriero, con il nome di Talos. Battaglie e scontri cruenti lo vedranno protagonista, e con lui Brithos, giovane spartano, che scoprirà avere con lo storpio un legame sorprendente e indissolubile.
La vicenda narrata è ambientata durante l’invasione della Grecia da parte del grande esercito persiano guidato dal re Serse.


Per approfondire

  • Ernst Baltrusch. Sparta

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