“L’inviato” di Stephen Dando Collins

Il ruggito della folla si intromise nei pensieri di Giulio Varro, distraendolo dall’opera di storia che da anni moriva dalla voglia di affidare alla carta. Nella distesa sabbiosa dell’anfiteatro di Antiochia che si apriva ai suoi piedi, prigionieri di guerra ebrei venivano aizzati l’uno contro l’altro, a coppie di due, uno armato e l’altro disarmato.

71 d.C, Antiochia
Il questore Giulio Varro viene chiamato da Gneo Collega, governatore  della provincia di Siria e della sottoprovincia di Giudea, ad indagare su uno strano personaggio, un giudeo morto circa quarant’anni prima, Gesù di Nazareth.
Il compito di Varro è confutare le tesi dei seguaci del Nazareno, una setta di ebrei “eretica” che diffonde credenze sulla resurrezione di questo presunto messia.
Varro si metterà in viaggio per raggiungere le terre di Giudea, dove Gesù è vissuto, ha predicato, è morto per ordine di Ponzio Pilato e sarebbe risorto.
Varro, inizialmente perplesso e desideroso solo di portare a termine il suo compito per fare ritorno a Roma, incrocerà il suo destino con personaggi e fatti assolutamente straordinari.


Per approfondire

R.A. Horsley. Banditi, profeti e messia : movimenti popolari al tempo di Gesù

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