“Le porte di fuoco” di Steven Pressfield

Per ordine di Sua Maestà, Serse figlio di Dario, Gran Re di Persia e Media, Re dei Re, Re delle Terre, Padrone di Libia, Egitto, Arabia, Etiopia, Babilonia, Caldea, Fenicia, Elam, Siria, Assiria e delle terre della Palestina; Signore Sovrano di Ionia, Lidia, Frigia, Armenia, Cilicia, Cappadocia, Tracia, Macedonia e Trans-Caucaso, Cipro, Rodi, Samo, Chio, Lesbo e delle isole dell’Egeo..Così dispose Sua Magnificenza, come registrato da Gobarte, figlio di Artabazos, suo storico: Dopo la splendida vittoria sullo schieramento del nemico peloponnesiaco, spartani e alleati, al passo delle Termopili

Serse, signore di un impero che non conosce confini, è tormentato perché ha bisogno di sapere cosa ha mosso quegli indomabili guerrieri che hanno avuto l’ardire, loro poche migliaia, di affrontare un esercito immenso, resistendo come se fossero dominati da una forza e una dedizione sconosciute. Per rispondere alle sue domande diventa indispensabile interrogare l’unico sopravvissuto, Xeone. Xeone però anticipa che il suo racconto dovrà per forza ripercorrere le vicende della sua vita e così farà, attraversando gli anni della sua formazione, della giovinezza e del diventare adulti in un luogo, Sparta, dove molti muoiono a pochi anni se ritenuti indegni di rappresentarla. E attraverso il racconto di Xeone, Serse scoprirà che a dominare i suoi nemici è l’Onore. Perchè solo un uomo che possiede l’onore non può conoscere la sconfitta.

“O straniero che passi, va’ e riferisci agli spartani, che noi giaciamo qui obbedienti al loro comando”


Per approfondire

  • Erodoto. Le storie
  • Edmond Lévy. Sparta

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