“L’arcano della Papessa” di Luca Filippi

Roma, 14 Dicembre anno Domini 1499, mattino.

Gigli azzurri in campo oro. Dalla finestra riconobbi lo stemma sulla fiancata della carrozza. Il vecchio domestico del cardinale era venuto a consegnarmi una lettera. Poche parole. Vergate con grafia elegante: Sua Eminenza mi convocava presso il suo palazzo romano. Non mi stupii: spesso ricorreva a me per piccoli consulti.

Tiberio di Castro, medico giunto a Roma da Viterbo, viene convocato dal cardnale Alessandro Farnese. Il cardinale gli chiede di indagare sulla morte del proprio segretario, Don Lucio.
Tiberio scoprirà fin da subito che il cadavere appartiene al proprio  fratellastro, mai conosciuto quando era in vita. Le vicende narrate si dipanano in una Roma depravata, la Roma di Rodrigo Borgia, papa Alessandro VI. I Borgia, il clan, le sue donne, da Lucrezia a Sancha, da Adriana a Giulia. E le protagoniste femminili sono il fulcro del racconto di Luca Filippi che ci conduce attraverso morti misteriose, l’uso sapiente di veleni mortali, una setta neopagana che si rifà al culto di Mitra.


Per approfondire

Maria Bellonci. Lucrezia Borgia

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