“L’aquila sul Nilo” di Guido Cervo

Agosto volgeva al termine. Esauriti i festeggiamenti e gli esorcismi dei Volcanalia, l’opulenta estate romana declinava senza fretta verso l’abbraccio dell’autunno ormai non lontano, ma regalava ancora ai superbi quiriti giornate torride e abbaglianti, senza concedere loro nemmeno il sollievo dell’impertinente brezza che, per solito, spirava da ponente sulla città verso il tramonto.

I centurioni Marco Damazio e Gaio Terenzio vengono convocati dal prefetto del pretorio, Sesto Afranio Burro, insieme a Seneca, uno dei due uomini più influenti e potenti della Roma di Nerone.
Dopo alcuni minuti i due soldati comprendono il perchè di questa convocazione: da lì a breve dovranno partire per l’Egitto, tappa di un viaggio che li porterà a ripercorrere il tragitto del fiume Nilo, per carpirne i segreti legati al fertile limo che produce. Durante le pagine del libro, un terzo personaggio emergerà dal racconto, il tribuno Marco Valerio Macrino, a capo di una guarnigione romana nel regno nubiano. In un regno, quello Nubiano, percorso da trame misteriose, omicidi, scontri, si svilupperanno le vicende dei protagonisti.


Per approfondire

a cura di A. De Vivo e E.Lo Cascio. Seneca uomo politico e l’età di Claudio e di Nerone 

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