“La vergine delle ossa” di Luca Masali

La notte in cui U.G. conobbe la Vergine Maria, la vacca Rosina aveva appena figliato. E questo probabilmente gli salvò la vita. Era nudo, inchiodato a terra da paletti accuminati di legno che gli trapassavano le mani e i piedi. La terra era secca e screpolata, come una risaia appena asciugata dal sole. Argilla grigia, dura come il ferro, come quella in cui suo padre si ammazzava di lavoro a piantare il riso, nelle lontane terre del Vercellese.

Torino, fine ‘800. La città e  i suoi bassifondi sono vissuti da gentaglia, delinquenti, prostitute; la campagna è fame atavica, miseria, pellagra. Cesare Lombroso, il celebre psichiatra, il teorico del criminale per nascita, le attraversa entrambe per cercare di svelare la verità sugli omicidi degli ultimi mesi. L’idea iniziale è che il mostro sia ospite del suo manicomio, dove risiede anche uno strano ometto, scrittore di fantasia e marinaio immaginario, Emilio Salgari. Ma la verità sembra essere molto più complessa. Un romanzo coraggioso e originale.


Per approfondire

Luigi Bulferetti. Lombroso, la vita sociale della nuova Italia


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