“La vendetta del longobardo” di Marco Salvador

Mentre attraversavamo il fiume Oise, stormi di corvi erano calati gracchiando sulle rive. Osservandoli, i barcaioli avevano sentenziato: “il vento cambia”. Così era stato. Durante la notte il soffio gelido dell’Orsa aveva cacciato l’alito umido del Serpente mutando il gocciolo della neve dai tetti e dai rami in lunghi ghiaccioli aguzzi. Al mattino , la fanghiglia era indurita; cedeva appena, cricchiando sotto i piedi.

Anno 751 d.C. Evaldo ha solo 14 anni quando, seguendo la scorta del re franco Childerico capeggiata da suo padre, cade in un agguato teso da Pipino, maggiordomo di palazzo.
Questo evento stravolgerà non solo la storia dei Franchi ma anche la sua vita. Suo padre viene barbaramente assassinato e il re Childerico imprigionato. Il giovane Evaldo è costretto a fuggire insieme alla madre che, di origine longobarda, lo porterà fra la sua gente in Italia. Dopo alterne vicende giungerà finalmente a Lucca presso il duca Desiderio. Qui troverà una nuova famiglia e inizierà una nuova vita che si legherà indissolubilmente alle vicende del popolo longobardo. Attraverso Evaldo avremo modo di ripercorre gli ultimi turbolenti anni del dominio longobardo, contraddistinti dal regno di Desiderio, dall’ascesa di Carlo Magno e dell’alleanza tra questi e il papato di Roma.


Per approfondire

Jorg Jarnut. Storia dei Longobardi

Un grazie a Bonefra, autore dell’articolo

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