“La pietra del cielo” di Jack Whyte

Britannia, IV secolo.
Nelle profondità di un lago si nasconde il magico metallo che diventerà la spada di Artù.

Il primo capitolo della saga de “Le cronache di Camelot”.
Gaio Publio Varro, veterano delle legioni africane, al termine di una lunga carriera militare torna nella sua terra natale, la Britannia. E’ l’anno del signore 369 quando a seguito di una grave ferita, costretto a lasciare l’esercito, decide di riprendere l’attività che fu dei suoi avi: il fabbro.
Anni prima, suo nonno, con il ferro estratto da una pietra “caduta dal cielo”, aveva creato armi che si conservavano affilate e lucenti come nessun altra.
Combattente valoroso, politico suo malgrado, uomo di grande fascino, Publio Varro, consapevole della decadenza cui sta andando incontro l’Impero Romano, si rifugia nelle terre del senatore Caio Cornelio Britannico, con il quale inizierà a creare la futura comunità di Camelot, destinata a salvare la gente di Britannia dall’imminente invasione dei barbari.
In questa terra, Publio Varro, affronta mille vicissitudini, giungendo a prosciugare un intero lago per ritrovare quelle pietre misteriose e forgiare una spada destinata a entrare nella leggenda: la mitica Excalibur.
Lui ancora non sa che quella spada segnerà il destino di un suo diretto discendente, il futuro re di tutta la Britannia, Artù.

Un grazie a GELO77, autore dell’articolo.


Per approfondire

Britannia romana : conferenze organizzate dall’Accademia nazionale dei Lincei

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1 COMMENT

  1. Amo veramente la saga arturiana di Jack Whyte, perchè quasi vera l’intera storia, dando un significato “terreno” ai fatti di fantasia di cui è impregnata la saga arturiana che conosciamo.
    In questo primo libro si narra la nascita dell’idea del regno di Camelot.

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