“La misura del mondo” di Daniel Kehlmann

Nel settembre 1828 il professor Gauss, il più illustre matematico del paese, lasciò per la prima volta dopo anni la città natale per partecipare al Congresso degli scienziati tedeschi a Berlino. Ovviamente non aveva nessuna voglia di andarci. Per mesi aveva rifiutato, ma Alexander von Humboldt si era intestardito e Gauss aveva accettato in un momento di debolezza e nella speranza che quel giorno non arrivasse mai.

“Quanto misura il mondo”? Se a qualcuno venisse rivolta una domanda del genere probabilmente non darebbe una risposta, annoiato dalla questione. Nell’Ottocento, però, due uomini geniali, Carl Friedrich Gauss e Alexander Von Humboldt, affrontarono questo tema e lo fecero grazie alle loro menti brillanti e al loro bisogno di sfidare ciò che sembrava impossibile da risolvere. Due personaggi, due uomini, diversi per carattere ma uniti da un obiettivo comune, un obiettivo che permetterà al lettore di vivere un periodo, la prima metà dell’800, con una ricostruzione dettagliata e elegante di intellettuali e accademici che molti, oggi, cercano distrattamente su Wikipedia.

“ Gli chiese quando mai dormisse. Se posso evitarlo, rispose Humboldt, mai 


Per approfondire

Federico Focher. Alexander von Humboldt. Schizzo biografico “dal vivo”


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