“La mano di Fatima” di Ildefonso Falcones

Juviles, Alpujarras, regno di Granada. Domenica, 12 Dicembre 1568. Il rintocco della campana che richiamava alla messa delle dieci del mattino infranse la gelida atmosfera attorno al piccolo villaggio su uno dei contrafforti della Sierra Nevada. I suoi echi metallici si perdevano giù per i dirupi, quasi volessero schiantarsi contro le falde della Contraviesa, la catena montuosa che da sud chiude la fertile valle percorsa dai fiumi Guadalfeo, Adra e Andrax, con i loro affluenti che scendono dalle cime innevate.

Seconda metà del ‘500. La popolazione musulmana di quello che era stato il Sultanato di Granada, si sforza di sopravvivere nonostante i numerosi ostacoli imposti dagli spagnoli. Convertiti in maniera forzosa al cristianesimo, i Moriscos  alla fine si levano e la rivolta scoppia crudele. Tra coloro che si sono ribellati emerge la figura del giovane Hernando, figlio dello stupro perpetrato da una sacerdote cristiano ai danni della madre, e per questo rifiutato e vessato dal suo stesso padrino. Il racconto dello scontro tra due fedi e due civiltà, dove la tolleranza di pochi non riesce a frenare la vendetta e la brutalità di molti.


Per approfondire

Manuela Marin. Storia della Spagna musulmana


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