“La canzone di Colombano” di Alessandro Perissinotto

Muli: razza maledetta e traditrice. Ancora una volta aveva dovuto smontare dalla sua cavalcatura, là dove la mulattiera si faceva sentiero e il sentiero si faceva scala di pietre. Imprecava contro la bastarda, ma era soprattutto per dimenticare la paura e i pensieri più foschi. Era peste? Sarebbe stata peste? Per la prima volta la fiducia che i villani riponevano in lui gli diede un senso di fastidio

Una canzone tramandata nei secoli, una leggenda delle Valli di Susa. Un autore che la riprende, la leggenda, e attraverso un racconto dotto e meraviglioso ci conduce su quei luoghi. Anno del signore 1533, il giudice Ippolito scopre i corpi senza vita dei quattro componenti della famiglia di Isoardo. L’ultimo a vederli sembra essere stato Colombano Romean, pover’uomo alle prese con un’impresa spaventosa e grandiosa allo stesso tempo: scavare un canale attraverso la montagna. Ultimo a vederli e primo ad essere accusato del massacro. Ma cosa cosa nascondono le accuse che vengono mosse a Colombano? Cosa scoprirà il giudice Ippolito durante le sue indagini a dorso di mulo.


Per approfondire

P. Paolo Viazzo. Comunità alpine. Ambiente, popolazione, struttura sociale nelle Alpi dal XVI secolo

Michele Ruggiero. Storia della valle di Susa

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