“Kristin figlia di Lavrans” di Sigrid Undset

Nella divisione avvenuta dopo la morte di Ivar Gjesling il giovane a Sundbu, nell’anno 1306, la proprietà di Sil era toccata a sua figlia Ragnfrid e al marito di lei, Lavrans figlio di Björgulf. I coniugi avevano dapprima abitato nella fattoria di Lasvrans chiamata Skog, a Follo, vicino ad Oslo, poi erano venuti a vivere a Jörundgaard, sulle colline di Sil.
Lavrans apparteneva ad una famiglia, designata in Norvegia col nome «figli di Langmand», che era venuta dalla Svezia in persona di quel Laurentius Ostgotalamand, il quale, rapita dal convento di Vreta la donzella Bengta, sorella di Bjerboierle, era fuggito in Norvegia insieme con lei

XIV secolo, Norvegia. All’inizio ho temuto di essermi imbattuto in un’altra Tess d’Uberville, ma per fortuna l’impressione è durata poche pagine, il tempo di capire che qui la protagonista non è una povera pecorella presa a schiaffi dal destino.
La splendida Kristin vive, seguendo i propri impulsi, una vita dominata dall’amore disperato per il marito, provocando ferite insanabili nella propria coscienza.
Non troverete figure celebri, almeno non in primo piano, avrete invece la possibilità di sentire entrare nei polmoni il vento gelido dell’inverno o provare la consapevolezza che una stupido graffio vi porterà lentamente, nemmeno tanto, alla morte. Come un uomo o una donna del medioevo, capirete che la morte di un figlio è un grande dolore, sì, ma passa se dovete accudirne altri sette.
Il romanzo narra di Lavrans, dei suoi discendenti e di circa cinquant’anni di storia norvegese del XIV secolo visti dagli occhi di sua figlia Kristin ed è profondamente pervaso di religiosità, pur rimanendo scevro da precetti morali, giudizi o assoluzioni sommarie.

Un grazie a Vlad, autore dell’articolo


 

2 COMMENTS

  1. Mi hanno regalato il romanzo per un compleanno di tanti anni fa, ma lo ricordo ancora come veramente intenso. Sicuramente da consigliare (come il regalare libri).

  2. Kristin figlia di Lavrans, pubblicato dalla BUR purtroppo è solo parziale, manca circa un terzo del romanzo integrale. Sono state omesse parti meravigliose che penalizzano il romanzo. Sarebbe davvero interessante che potesse esserci una ristampa a partire dalla pubblicazione di Garzanti del 1942 e non della UTET del 1967

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