“Io, Claudio” di Robert Graves

“Io, Tiberio Claudio Druso Nerone Germanico eccetera eccetera (perché non voglio infastidirvi enumerando tutti i miei nomi), che ero una volta, e non molto tempo addietro, noto a parenti e amici e conoscenti sotto gli appellativi di Claudio l’Idiota, o quel Claudio, o Claudio il Balbuziente, o Cla-Cla-Claudio, o nel migliore dei casi Povero Zio Claudio, mi accingo a narrare la strana storia della mia vita; a partire dalla mia prima fanciullezza via via, anno per anno, fino a quella svolta fatale in cui, circa otto anni fa, mi trovai subitamente impegolato in una crisi che chiamerò “aurea” e dalla quale non ho mai più potuto districarmi.”

Ci sono personaggi nella storia che il caso pare aver piazzato lì quasi per scherzo. Ma la cosa ancor più sorprendente è che costoro in molti casi si sono rivelati migliori di tanti altri che sembravano nati apposta. Così fu l’imperatore Claudio secondo R. Graves.Il libro è la narrazione fatta dall’imperatore stesso dell’incredibile storia della sua vita e di quella dei suoi sanguinari parenti, fino al giorno in cui per caso fu acclamato imperatore. Una storia fatta non solo di imprese, ma soprattutto di intrighi, tradimenti, invidie, di situazioni al limite del grottesco sempre raccontate con sapienza e un pizzico di ironia che non mancherà di farci fare qualche risata. Un vero e proprio back stage della storia ufficiale dei Giulio-Claudii. Molti i protagonisti: la perfida Livia, l’eroico Germanico, l’ambiguo Tiberio, il pazzo Caligola e tanti tanti altri.

Un grazie a Bonefra, autore dell’articolo


Per approfondire

Ronald Syme. L’aristocrazia augustea

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