“Invictus” di Simone Sarasso

Nicomedia, 22 maggio 337 d.C.

Il vento, che sa di sale. E la luce dell’alabastro delle finestre. L’ impero, là fuori, con il cuore in gola. E’ il tramonto. La fine di una vita intera. Costantino fissa la porpora gettata sul pavimento, la veste bianca che ha indosso, leggera come lo scirocco. Guarda le proprie mani. Mani che hanno stretto il mondo, ora buone a malapena per aggrapparsi alla sedia accanto al letto.

L’impero romano è immenso, potente, sembra senza fine. Diocleziano è l’Augusto d’Oriente, il sole dell’Impero. Massimiamo, Galerio e Costanzo sono i pianeti, chiamati a condividere il comando con il vecchio generale. Ma Diocleziano è sempre più vecchio e l’Impero sempre più pressato da nemici alla frontiere e da nuovi culti al suo interno, in particolar modo quello del Cristo. La tetrarchia, il governo dei quattro, ha bisogno di futuro, e il futuro sembra possa essere rappresentato dal figlio bastardo di Costanzo, cesare d’Occidente: Costantino. L’arrivo di Costantino a Nicomedia e l’inizio della sua educazione, prima da soldato e poi da condottiero. Tanti gli ostacoli per il giovane d’Illiria, il sangue sparso, i massacri, le sfide da affrontare. Tutto deve essere raccontato, perchè non si perda, e questo è quello che sa fare Invictus che ha il pregio di narrare fatti e personaggi finora mai protagonisti di un romanzo, con una buona ricostruzione storica e uno stile dinamico e coinvolgente.


Per approfondire

Jacob Burckhardt. Costantino il Grande e i suoi tempi


Compra il romanzo in una libreria, possibilmente indipendente, in alternativa puoi valutarne l’acquisto su Amazon cliccando qui

1 COMMENT

LEAVE A REPLY