Intervista – Marco Salvador

Marco Salvador, scrittore e saggista, è autore di quattro romanzi storici. I primi tre ambientati durante il dominio longobardo e il quarto, La palude degli eroi.

Quali sono state le maggiori difficoltà nello scrivere i romanzi ambientati nel VII secolo, durante la dominazione longobarda?

A dire il vero, molto poche. Erano vent’anni che studiavo i longobardi, partendo da ciò che era rimasto di loro nelle consuetudini giuridiche, nel diritto feudale e nei lemmi di uso comune. Le difficoltà sono state letterarie: l’eliminazione di molti termini non compatibili con i tempo e un fraseggiare il più possibile vicino a quello di una cronaca altomedievale.

Perché i Longobardi. Raccontiamo un popolo crudele, spaventoso, bellicoso. Un popolo che a differenza dei Goti, almeno nel primo periodo del loro dominio, non seppe integrarsi con le popolazioni locali. E’cosi o stiamo parlando di un popolo e di vicende molto più articolate e complesse?

Perché è un popolo interessantissimo, bellicoso sì ma tutt’altro che crudele e spaventoso. Come scrisse Tacito, che l’incontrò in Germania, era un popolo molto piccolo, ma nobile e valoroso. Anche piuttosto raffinato e amante del bello (non per nulla si parla di arte e cultura longobarda). Naturalmente, come ogni popolo esiguo e nomade, i longobardi erano diffidenti. Da qui una iniziale difficoltà nell’aprirsi agli altri. Però, e l’editto di Rotari ne è la prova, generoso e ben poco sanguinario. Oggi, analizzando meglio leggi, editti e documenti, si è sempre più convinti che già al tempo di Rotari il meticciamento con i locali fosse piuttosto diffuso. Per cui sì, la loro storia è molto compelssa e la si sta riscrivendo. Inoltre, se non ci fossero stati il papa e i suoi ricatti a Pipino e Carlo Magno, avrebbero unito la penisola in un solo regno di tipo federale (suddiviso in ducati) mille e passa anni prima dei Savoia, evitando molti dolori e miserie ai nostri antenati. Infine, come si direbbe oggi, l’inimicizia dei papi ha prodotto per secoli una ‘pessima stampa’ nei loro confronti.

Ezzelino da Romano. Personaggio crudele, personaggio complesso. Perché lo ha scelto come protagonista del suo ultimo libro, La palude degli eroi?

Né migliore né peggiore di ogni altro potente del suo tempo. La leggenda nera su di lui è frutto dei cronisti e storici guelfi. Insomma, ancora una volta, c’è di mezzo la volontà papale di distruggere chiunque osasse opporsi al suo piano di farsi imperatore degli imperatori. Io, che da piccolo tenevo per gli indiani, che alle medie, studiando l’Iliade, tifavo per i troiani, non potevo fare a meno di rendere giustizia al grande Ezzelino. Chi oggi considererebbe quel massacratore del generale Custer un eroe o il “partigiano” Geronimo un crudelissimo selvaggio? Eppure, solo una trentina di anni fa, nei cinema tutti ad applaudire il 7° cavalleggeri.

Ha in mente già una prossima opera, può fare delle anticipazioni a Romanzistorici.it?

Sono alla terza stesura di un romanzo ambientato tra il 1309 e il 1360. Cinquant’anni veramente interessanti, con personaggi come Cangrande della Scala, Azzo e Lodrisio Visconti, il Passerino, Luigi Gonzaga ecc., con un’enormità di congiure e lotte di potere e con la terribile ‘peste nera’ a fare da sfondo. Uscirà la prossima primavera, sempre con Piemme.

All’improvviso una macchina del tempo, ha pochi secondi per digitare l’epoca in cui vivere, dove e in che periodo storico andrebbe?

Probabilmente lei si aspetta che risponda ‘il medioevo’. Invece no, non mi fido dei medici medievali! Meglio dunque i più vicini anni ’50, rivivere quegli anni di grande entusiasmo ed enormi speranze.

Sito ufficiale di Marco salvador: www.marcosalvador.com

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