“Il signore della paura” di Franco Cardini

Un lampo accecante, una vampata negli occhi: il cielo si era incendiato. Un gelo improvviso gli trapassò le ossa, una vertigine di fuoco gli lacerava le tempie. I cipressi attorno a lui si rovesciarono, come riflessi in un mare di sangue. “Là, se sapeste, al pozzo del Ferrone…” Il giovane famiglio accorso per avvertirlo non fece in tempo a finir la frase.

A cavallo a tra 300 e ‘400 l’oriente è terra di conquista per un popolo agguerrito e combattivo, i Tartari. Il loro signore, Timur Beg, sembra non conoscere sconfitta. India, Persia e l’impero ottomano vengono sconfitti dalle sue orde.
Il suo impero sta superando confini inimmaginabili ed è a lui che bisogna inviare ambasciate per comprenderne mire e progetti, sull’oriente ma anche sull’occidente. Il romanzo avrà tre personaggi che svolgeranno questo compito, tutti per differenti committenti. Vieri, figlio di Rinaldo del casato dei Buondelmonti, per Firenze. Il nobile castigliano Don Ruy de Clavijo che riceverà la missione diplomatica dal re Enrico III di Castiglia. Infine Arrigo, misterioso uomo che sfugge da un passato in terra italica, trovando rifugio presso l’ordine francescano di Gerusalemme. I destini dei tre si intrecceranno, prima nel viaggio attraverso il Mediterraneo e poi in una cavalcata lungo le piste carovaniere della Via della Seta, alla volta di Samarcanda, la capitale dell’impero di Timur, il Signore della paura, conosciuto in Occidente con il nome di Tamerlano.


Per approfondire

F. Cardini. Tamerlano, il figlio delle steppe


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