“Il serpente di pietra” di Jason Goodwin

La voce rude e bassa lo sorprese alle spalle mentre scendeva il buio.
“Ehi,George”
Era l’ora della preghiera serale, quando sotto la luce normale non distinguevi un filo nero da uno bianco. George mise mano alla cintura e si voltò, brandendo il coltello da frutta. Per tutta Istanbul, i muezzin nei minareti buttarono indietro la testa e intonarono la loro nenia.
Era l’ora giusta per ammazzare a calci un uomo in mezzo alla strada.

Istanbul, 1839.

Un sultano ormai morente, Mahmut II, regna su un impero decadente che da alcuni anni vede sgretolarsi i propri confini: l’Impero ottomano.
Le vicende del romanzo sono successive di alcuni anni alla ribellione dei greci dell’Impero, ed è all’interno della comunità greca ad Istanbul che sembra nascondersi un mistero. Un mistero che causa omicidi efferati, sparizioni, e le indagini del protagonista, Yashim, già protagonista dell’Albero dei Giannizzeri. E’ al Gran Bazar di Istanbul che uomini, mercanti, archeologi e lo stesso Yashim, incroceranno i loro destini dando corpo ad una trama fitta di colpi di scena, con protagonista la grande città del Bosforo.


Per approfondire

Erica L. Ianiro. Veneti e Ottomani nel 18. secolo

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