“Il Saladino” di Jan Guillou

Nell’anno 575 dopo l’egira, chiamato dai miscredenti anno del Signore 1177, durante il sacro mese di lutto Moharram, che in quest’epoca cadeva nel periodo più caldo dell’estate, Dio inviò la salvezza nella sua forma più imprevedibile a Colui che tra i suoi fedeli Egli amava sopra ogni altro.

XII secolo d.C, Terrasanta e Svezia.
Arn Magnusson, comandante dei templari di Gaza, salva alcuni viandanti saraceni dall’attacco di un gruppo di banditi. Tra i viandanti c’è Yusuf ibn Ayyub Salah al-Din, colui che l’Occidente conoscerà con il nome di Saladino.
Il libro racconta le vicende vissute in Terrasanta da Arn, il suo mondo fatto di tolleranza ma anche di scontri violenti, dove il nemico spesso non è rappresentato dagli “infedeli” musulmani, ma dagli stessi Franchi che in nome di Dio sono pronti a massacri e violenze. Emblematico l’episodio in cui Arn si scontra con tre franchi, appena giunti dall’Occidente, per difendere il clan beduino dei Banu Anaza. In Terrasanta dove le armi cristiane si contrappongono a quelle saracene, dove il grande Salah al-Din ha promesso di riconquistare la città santa, al Quds, Gerusalemme. In Svezia dove la sua amata Cecilia,  dopo aver dato alla luce il figlio di Arn, viene rinchiusa in un convento.


Per approfondire

Hannes Möhring. Saladino

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