“Il ritorno di Roma” di Marco Biolchini

Hrothmund cavalcava lungo le linee dei suoi soldati, tentando di spronarli in ogni modo. Urlava che gli Angli meritavano ogni palmo di quell’isola, raggiunta dopo navigazioni lunghe e stremanti, e che nessuno poteva permettersi di sottrarre terre e ricchezze alla sua gente. Ricordava che le legioni si erano ritirate da tempo e che non ci sarebbe mai stata la vendetta di un qualche Imperatore

Il romanzo è ambientato nella Britannia del V secolo d.C. e racconta le avventure di Tito Valerio Barbato e di suo nonno Publio che le coincidenze del destino portano ad intrecciarsi a più riprese con quelle dei comandanti barbari Hrothmund e Hryp, padre e figlio, attestati nelle genealogie del primo sovrano degli Angli. Nel clima di decadenza e disordine che segue il ritiro delle legioni romane dalla provincia di Britannia, i discendenti della famiglia di Barbato tentano caparbiamente di mantenere il dominio sui territori ereditati dai loro antenati; i comandanti degli Angli, allo stesso tempo, mirano ad espandere i propri possedimenti anche nel cuore dell’isola. E mentre tutto precipita verso l’inevitabile scontro campale, il giovane Tito Valerio, chiamato all’improvviso a diventare adulto, sfiderà le maledizioni dei druidi e arriverà a scoprire il segreto centenario che si nasconde sui vicini monti, un segreto che forse può ancora salvare il suo mondo dall’invasione del popolo barbaro.


Per approfondire

Gildas. De excidio Britanniae

 

1 COMMENT

  1. Avvincente romanzo storico, in cui amore e guerra si contrappongono in un vortice di vicende emozionanti. L’autore ha saputo caratterizzare ogni singolo personaggio del romanzo e descrivere scene e dialoghi con l’accuratezza tipica di una sceneggiatura cinematografica. Consigliatissimo per chi ama la storia antica e chi sa raccontarla con passione e attenzione per i dettagli.

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