“Il pretoriano” di Simon Scarrow

Quando attraversò il confine della provincia della Gallia Cisalpina, il piccolo convoglio di carri coperti viaggiava ormai da dieci giorni. Sulle montagne che svettavano a Nord, oltre la strada, era già caduta la prima neve: le cime rilucevano contro l’azzurro intenso del cielo. L’inverno, seppur precoce, era stato clemente con i soldati che marciavano in coda alla colonna.

La dinastia giulio-claudia domina su Roma, Claudio è l’imperatore.
I senatori romani e i loro sodali, però, non possono permettere che gli antichi privilegi e la Repubblica continuino ad essere calpestati dai discendenti di Ottaviano. Deve tornare il mos maiorum, deve tornare la Repubblica. Per farlo bisogna tessere una trama complessa e mantenere il segreto più assoluto perchè la congiura non venga scoperta. Tra i pretoriani non tutti sono ligi al giuramento di proteggere il sovrano, e perfino nella stessa famiglia imperiale e negli ambienti di palazzo c’è chi ambisce al potere. Il segretario imperiale Narciso è costretto a richiamare a Roma due uomini valorosi e fedeli, il prefetto Catone e il centurione Macrone, di cui già altre volte si è valso, per sventare i pericoli che minano Roma e l’impero. Stavolta il loro compito è davvero delicato: infiltrarsi nella guardia pretoriana sotto falso nome per scoprire chi ordisce la congiura. Simon Scarrow entra nei meandri del potere, sapendo descrivere in maniera attenta e precisa i corpi militari della Roma imperiale.


Per approfondire

  • Albino Garzetti. L’impero da Tiberio agli Antonini
  • Ronald Syme. L’aristocrazia augustea

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