“Il Novecento di Fanny Kaufmann” di Fania Cavaliere

A Jalta il paesaggio toglieva il fiato, soprattutto in primavera. I fiori accompagnavano le colline scoscese fino al lungomare ornato di palme e, appena oltre, l’acqua increspata rifletteva e corrugava il cielo. Il nucleo più antico del paese era in legno, con vicoli stretti e case aggrappate l’una all’altra. Intorno, in lontananza, lungo i pendii scoscesi, densi di oleandri e melograni in fiore, si adagiavano ville sfarzose e ricercate.

Agli inizi del ‘900 Jalta, piccola città sul Mar Nero, è ancora meravigliosa. Il clima mite e l’ambiente benefico la rendono per parecchi anni meta della famiglia imperiale e della sua corte. Abramo Davidovich Kaufmann vive qui, orgoglioso dei propri successi, grazie alla sua attività di gioielliere e vede la sua famiglia crescere e diventare sempre più numerosa. Ma l’impero russo è al tramonto, un malato moribondo che si ubriaca di vodka e champagne, mentre nelle campagne il popolo ha fame atavica e muore di stenti. I regnanti, presi tra le visioni nefaste del mostruoso Rasputin e l’accozzaglia di nobili voraci e sciocchi, non si accorgono che tutto sta crollando. Tutto sta crollando anche per i Kaufmann i cui componenti non sono più chiusi tra i confini della cittadina di provincia. La Grande guerra devasta una nazione ormai disgregata. Nuovi ideali si affacciano e se all’inizio, pur tra stenti e penuria di tutto, il nuovo corso sembra portare speranza e un futuro differente, la devastazione della guerra civile sgretola ogni speranza. Gli ebrei, come da secoli succede, diventano capri espiatori, costringendo la famiglia Kaufmann a lasciare Jalta. Le vicende dei protagonisti si dividono tra chi decide di restare in Russia e chi abbandona la propria patria per un lungo viaggio a Costantinopoli, a Parigi, a Roma.
Una testimonianza suggestiva, impreziosita da un sistematico e documentato lavoro di ricostruzione storica di un mondo per lo più scomparso.


Per approfondire

Ettore Cinnella. La tragedia della rivoluzione russa (1917-1921) 

John Reed. I dieci giorni che sconvolsero il mondo

3 COMMENTS

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