“Il mercante di eresie” di Andrea Moneti

Ora il vento è cessato. Fuori nevica: i fiocchi danzano nell’aria e scendono lenti, coprendo le vie con un manto candido. La città è avvolta nel silenzio e le giornate si sono fatte brevi: come le nostre vite. La morte è nell’aria e si aggira ovunque. Viene così spesso a bussare alle porte delle case che è ormai familiare. Ha il volto della peste, che chiamano nera.

Iacopo, mercante figlio di mercanti, ormai settantenne, ripercorre la sua vita, trascorsa negli anni tra la seconda metà del ‘200 e i primi decenni del ‘300. I primi anni spensierati, gli anni della gioventù in una città, Arezzo, che rappresentava il mondo intero.
Anni seguiti dalle prime esprienze belliche, dalla guerra con Firenze e i suoi alleati, dalla rovinosa disfatta aretina a Campaldino. E poi anni a fianco dell’amico Giovanni, dove i due conoscono il mondo dei mercanti. Le fiere, i viaggi nelle terre d’Oriente. Una tappa in Linguadoca, dove emergono i ricordi e personaggi legati alla crociata contro gli Albigesi. Ma soprattutto l’incontro con gli Apostolici di Gherardo Segarelli, con colui che ha preso il posto del fondatore della setta, Frà Dolcino. Le vicende in Valsesia, la guerra che vede contrapposti Dolcino e i suoi seguaci, i montanari della Valsesia, le piccole comunità locali, contro il potere del vescovo di Vercelli, Avogadro, della Chiesa tutta che non può permettere la diffusione del credo apostolico, troppo pericoloso per l’ordine costituito.


Per approfondire

  • R.Orioli. Fra Dolcino. Nascita, vita e morte di un’eresia medievale
  • R.Orioli. Venit perfidus heresiarcha. Il movimento apostolico-dolciniano dal 1260 al 1307

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