“Il maestro di scherma” di Arturo Perez Reverte

Sul cristallo dei panciuti bicchieri da cognac baluginava il riflesso delle candele che ardevano su candelabri d’argento. Tra una boccata di fumo e l’altra, intento ad accendere un robusto sigaro di Vuelta Abajo, il ministro, senza darlo a vedere, studiava il suo interlocutore. Non aveva il minimo dubbio che quell’uomo fosse una canaglia; ma lo aveva visto arrivare davanti alla porta di Lhardy su un’impeccabile carrozza trainata da due superbe giumente inglesi, e sulla mano dalle dita sottili e ben curate che sfilavano la fascetta dell’avana brillava un prezioso solitario montato in oro.

Spagna 1868.

Sullo sfondo di turbolenze politiche più o meno latenti il non più giovane Jaime Astarloa insegna la nobile pratica della scherma, con l’amore e la dedizione propri di chi ha consacrato la propria vita ad una disciplina che non è un mero sport, ma è etica, è valore, è orgoglio e lealtà.
Nonostante sia il maestro di alcuni nobilotti, anche vicini alla Corte, il Maestro di scherma vive isolato dal mondo, nella sua buia abitazione, dalla quale esce solo per andare ad ascoltare le vuote e sterili polemiche politiche dei suoi amici, anch’essi anziani signori che non riescono abituarsi ai tempi che cambiano. La piatta vita del Maestro viene sconvolta dall’arrivo della bella e determinata Adela de Otero, che vuole imparare da lui la Stoccata Perfetta. Affascinato da questa donna misteriosa, che sicuramente nasconde qualche terribile segreto, il Maestro fa le sue lezioni di scherma, ricordando i tempi in cui, giovane e promettente, affascinante e ambizioso, imparava scherma a Parigi, fino a quel fatidico giorno. Un romanzo avvincente in cui, sullo sfondo di una Madrid turbolenta della quale sentiamo i profumi e i rumori, si svolge tutta la vicenda interiore del protagonista, uomo anziano e di antichi e sani principi la cui vita viene improvvisamente sconvolta da un fremito di passione e di gioventù che potrebbe, lui lo sa, portarlo alla perdizione.

Un grazie a Marina, autore dell’articolo


 

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