“Il filo di seta” di Carlo Sgorlon

Villanova di Pordenone nell’anno Domini 1265 avrà avuto sì e no duecento abitanti. Erano quasi tutti contadini e lavoravano i campi dei feudatari; gli altri erano artigiani o soldati. Tutto da quelle parti apparteneva ai feudatari, la terra, i boschi, le paludi, gli stagni, i viottoli di campagna e le scarse strade di terra battuta.

Odorico ha pochi anni quando il padre, costretto da un incidente che può diventare tragedia, deve abbandonare lui e la madre. Odorico è un bambino intelligente, ma pur impegnandosi nell’aiutare il boemo Franz nelle sue innovazioni, ha dentro di sè una fame che il lavoro di artigiano non può soddisfare. E’ una fame che si nutre di lettura e di domande: cosa c’è al di là delle terre dei signori di Pordenone, dov’è il mare di cui gli hanno raccontato, cosa rappresentano quei nomi misteriosi dei libri. La decisione di entrare nell’ordine dei francescani gli permetterà di sfamare la sua curiosità e di partire per luoghi lontani e misteriosi. Trebisonda, i Mongoli, la Cina con la sua immensità e le sue ricchezze. Un viaggio periglioso e straordinario che gli permetterà di riportare con sè nuovi saperi e informazioni su una parte del mondo sconosciuta.


Per approfondire

Odorico da Pordenone. Memoriale toscano. Viaggio in India e Cina.

 

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