“Il faro di Alessandria” di Gillian Bradshaw

L’uccello era morto. Giaceva sul fianco in fondo al cesto di vimini con gli occhi vitrei e incavati. Toccandolo, gli sentii le penne ancora calde. Ma era una giornata afosa. L’avevo trovato alla base del muro del giardino, con un’ala spezzata e il becco aperto. Ansimava. Non si dibatté quando lo raccolsi. Immaginai che qualche monello, dalla strada, l’avesse colpito con un sasso.

Charis, figlia di un ricco e nobile signore di Efeso, ha un’unica passione, la cura degli altri, la medicina. Ma Cheris è una donna e a nulla valgono le approfondite e meditate letture di Ippocrate e Galeno, almeno fino a quando resterà in patria. Facendosi passare per un uomo, raggiunge quella che ritiene essere la meta più indicata per apprendere l’arte medica, Alessandria. Qui, divenuta medico, Charis attraversa i conflitti religiosi tra pagani e cristiani che agitano la colta Alessandria, cercando di portare sollievo ai malati, ai deboli. Ma altri avvenimenti incalzano. Costretta ad abbandonare Alessandria per trasferirsi nella remota Tracia come medico dell’esercito, sarà coinvolta nella guerra feroce tra le legioni romane e le orde dei Visigoti e degli Alani che premono sui confini dell’Impero.


Per approfondire

Ammiano Marcellino. Storie

3 COMMENTS

  1. è un libro straordinariamente bello, sia istruttivo dal punto di vista storico, sia emozionante sul piano umano. peccato che altri libri dell’autrice non siano alla stessa altezza! questo è un gioiellino, parla di un periodo e di una zona di cui si sa poco, e vi sono inquietanti parallelismi coi tempi odierni (le migrazioni).

LEAVE A REPLY