“Il cavaliere irlandese” di J. Osborne-McKnight

“Padraig!” Alzai lo sguardo. Breogan, il mio scrivano, mi correva incontro attraverso i campi, agitando scompostamente le braccia, con la veste marrone e i capelli rossi scompigliati dal vento. Lo ignorai, concentrandomi ulteriormente sul mio lavoro. “Padraig!” urlò di nuovo. Pronunciò il nome in modo infernale, alla maniera gaelica.

Irlanda, V secolo d.C. Il giovane Patrizio, bretone di origine romana, viene catturato e portato in Irlanda come schiavo all’età di sedici anni. Riesce a fuggire dopo qualche anno e, nonostante il suo astio per il paese che l’ha tenuto prigioniero, non sa resistere all’appello di una voce interiore che lo spinge a tornare per convertire al cristianesimo gli abitanti pagani dell’Irlanda. Un giorno, sulla collina che sovrasta il piccolo monastero di cui è abate, vede apparire una misteriosa figura a cavallo. È Ossian, il poeta delle antiche popolazioni locali, il depositario delle storie dei leggendari guerrieri feniani, tornato dal magico mondo di Altrove per aiutare Patrizio nella sua missione di evangelizzazione.

Consigliato:
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Per approfondire

M.Pacaut. Monaci e religiosi nel medioevo


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1 COMMENT

  1. Ho letto questo libro un po’ per caso….ma l’ho amato: disegna una magnifica visione, poetica e piena di rimpianto dell’Irlanda di quell’epoca.

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