“Il cavaliere del giglio” di Carla Maria Russo

Manente degli Uberti, che tutti chiamavano con il soprannome di Farinata, era molto contento quella domenica, la terza di gennaio del 1216. Aveva appena ottenuto dal nonno Schiatta il permesso di partecipare al banchetto offerto dalla nobile famiglia dei Mazzinghi, per celebrare l’elevazione a cavaliere del figlio Mazzingo Tegrimi

Inizi del 1200. Firenze è dilaniata dalla guerra civile: guelfi contro ghibellini, papato contro impero, gli scontri tra i differenti clan fiorentini.
La città brucia e il sangue scorre nelle strade.
Tra i combattenti delle varie fazioni, si erge un valoroso e brillante capo politico, Manente della famiglia degli Uberti, conosciuto con il soprannome di Farinata .
Farinata, guerriero e stratega, fedele sempre agli ideali della propria patria. E insieme a lui la sua innamorata, Adeleta, fiera senese che Farinata conosce, da nemica, sul campo di battaglia tra Firenze e Siena.
Infine, l’ultima ma non meno importante protagonista del libro: Firenze, la città tanto amata da Farinata. La Firenze dei clan cittadini che si disputano la guida della città ma anche la Firenze che in questo secolo inizierà la propria espansione territoriale contro gli altri comuni toscani.


Per approfondire

P. Gualtieri. Il Comune di Firenze tra Due e Trecento


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