“Il caso Vittoria Accoramboni” di Fabio Pittorru

La gondola di Stato procedeva a energici colpi di remo lungo il Canalazzo, immersa nell’oscurità della notte. Solo alcune delle grandi dimore patrizie affacciate sul canale che attraversa tutta Venezia, e quasi la divide in due, erano illuminate. Mi stavo chiedendo dove eravamo diretti, ed ebbi un moto di sorpresa quando vidi che non ci fermavamo davanti alle Fabbriche Nuove, dov’era la sede della Quarantìa Criminale.

Repubblica Veneta, 1585. Paolo Giordano Orsini, duca di Bracciano ed eroe di Lepanto, muore misteriosamente tra le braccia di una giovane prostituta a Salò. La Serenessima apre un’indagine segreta e incarica il notaio Patavino e l’avogadore di Stato Bragadin di fare luce su una vicenda che si presenta delicata anche per le sue implicazioni politiche. I mandanti del delitto potrebbero essere figure intoccabili anche per la Repubblica ma i sospetti ricadono sulla seconda moglie Vittoria Accoramboni. Sullo sfondo di aspri giochi di potere tra illustri casati, la rappresentazione di un caso del Rinascimento cui anche Stendhal attinse per una sua opera.


Per approfondire

Domenico Gnoli. Vittoria Accoramboni: storia del secolo XVI

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