“I giorni del potere” di Colleen McCullough

Non avendo obblighi personali nei confronti dell’uno o dell’altro dei due nuovi consoli, Caio Giulio Cesare e i suoi figli si limitarono ad accodarsi alla processione che si formava più vicino alla loro casa: quella del console più anziano, Marco Minucio Rufo.

Il legame che si crea tra due personaggi titanici, Mario e Silla, differenti per censo e personalità, ma accomunati da un’ambizione senza confini.
La Roma repubblicana è prossima alla fine, con l’arrivo di una nuova era, dove a emergere saranno gli uomini forti. Un affresco bellissimo, pieno di personaggi straordinari, dal nonno di Cesare, a Cepione, da Giugurta, re dei Numidi, fino al clan dei Metelli.
E’ un libro potente, dove i caratteri dei personaggi emergono in tutta la loro grandezza o la loro bassezza. Un libro dove il sangue, l’erotismo, la sete di potere sono descritti meravigliosamente.


Per approfondire

Theodor Mommsen. La rivoluzione : i Gracchi, Mario e Silla 


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5 COMMENTS

  1. La McCullogh non scrive semplicemente un romanzo storico, ma fa rivivere pagine e pagine di storia, riporta i reali discorsi dei personaggi realmente esistiti, il loro modo di pensare da perfetti cittadini romani. Non inventa molto: la trama è la storia che studiamo a scuola, come la raccontano direttamente le fonti dell’epoca, i dialoghi sono verosimili, così le azioni. Emerge la mentalità di un’epoca, quella al debutto del I secolo a.C., in cui la vecchia classe dirigente, senatoriale, che credeva fermamente nel mos maiorum (il costume degli antenati) si scontrava con le nuove forze degli homines novi, di cui Mario fu il primo e il più realizzato rappresentante. Inconcepibile per l’epoca che un uomo che non avesse antenati illustri potesse reggere le sorti della Res Publica. Ma Mario l’ha fatto. E il primo episodio della saga di Roma ruota proprio intorno a questa figura geniale, carismatica e ambiziosa. Gli altri capitoli seguiranno il corso degli eventi, passando da Silla a Giulio Cesare a Ottaviano. Leggere questa saga vale più di studiare storia romana. E non è un caso se il mio periodo di storia romana preferito è, appunto, questo delle lotte tra Mario e Silla.

  2. Figurati, so di essere un gran rompiscatole per queste cose.
    Ma speravo che -trattandosi di romanzi storici- avreste apprezzato piuttosto che infastidirvi.
    =)

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