“I diavoli di Loudun” di Aldous Huxley

Fu nel 1605 che Joseph Hall, lo scrittore satirico e futuro vescovo, fece la sua prima visita nelle Fiandre. “Quante chiese diroccate vedemmo lungo il cammino, nulla più che informi macerie a ricordare al viandante che quelli erano stati luoghi di devozione e di odio. Oh, le miserevoli impronte della guerra!… Ma (cosa degna di meraviglia) le chiese crollano e i collegi de’ Gesuiti sorgono ovunque.

Il medioevo è lontano, ma pochi ne tengono conto e sono gli stessi che sfruttano le credenze popolari per raggiungere i propri obbiettivi. Nel 1615 un nuovo parroco si insedia a Loudun. Urbain Grandier è stato forgiato dai Gesuiti, dai quali ha ricevuto in dono un’eccezionale erudizione.
La natura lo ha invece fornito di un’irresistibile oratoria e di una figura benfatta, doti che possono essere molto utili, specialmente se sei affetto da un inestinguibile desiderio sessuale. A proprie spese, il nostro protagonista scoprirà che pestare i piedi sbagliati, nell’era di Richelieu, può essere letale anche per un membro dello stesso clero. Urbain non ha le qualità dell’asceta, questo è certo, ma non è nemmeno un demonio. È solo un uomo che riguardo al voto di celibato si esprime in questo modo: «La promessa di adempiere a un compito impossibile non è vincolante». Per salvare la sua anima e quella delle sue presunte vittime, tutti gli esorcisti di Francia si precipiteranno in città, ma forse il demonio è uno solo ed i suoi piedi poggiano su basi terrene così solide, che nemmeno re Luigi XIII riuscirà mai a spostarli.

Un grazie a Vladi, autore dell’articolo.

 

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