“Gli ultimi fuochi dell’impero romano” di Giulio Castelli

Anno Domini 498, Tintagel (Cornovaglia)

La pergamena era scivolata a terra. A svegliarmi è stato il senso di vuoto o forse freddo che a un tratto ho avvertito nel palmo della mano. Allora ho guardato attraverso la finestrella. La luce del giorno è fioca quanto quella della candela che tengo sempre accesa. E’ l’unico lusso che ancora mi congedo e talvolta mi sento in colpa per questo. Fuori vedo un grigiore deformato dalle irregolarità del vetro. E’ un vetro smaltato della Gallia, ma oramai anche laggiù i bravi artigiani sono quasi scomparsi.

G.Castelli riprende da dove ci aveva lasciati con Imperator, difatti questo ne è il seguito che dovrebbe comporre nelle intenzione dell’autore una trilogia.
Ritroviamo quindi l’imperatore Maggioriano alla partenza per l’impresa militare che dovrà riconquistare la Gallia, la Spagna e soprattutto l’Africa del Vandalo Genserico. Si aggrega all’armata dell’imperatore il giovane Ascanio, colui che ci racconterà la vicenda. Insieme a lui vivremo gli ultimi anni del regno di Maggioriano, combatteremo in Gallia al fianco di Egidio e Siagrio, in Sicilia insieme a Marcellino, visiteremo Costantinopoli e Roma, conosceremo e combatteremo fino all’ultimo con il nuovo Augusto Procopio Antemio, ma più che mai ce la dovremo vedere con Recimero e i suoi assassini.


Per approfondire

Arnold H. M. Jones. Il tardo impero romano. 284-602 d.C.

 

Un grazie a Bonefra, autore dell’articolo

1 COMMENT

  1. Capire i motivi della crisi. Toccare quasi con mano le situazioni, i protagonisti… La convinzione di conoscere meglio un periodo cruciale della nostra storia. Castelli va proprio rigraziato per il lavoro svolto ed anche sollecitato a scrivere altre opere sul tema (non solo il terzo “capitolo” che già sto aspettando)

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