“Cuore di ferro” di Alfredo Colitto

Messere, il 12 gennaio dell’anno del Signore 1305, voi con altri cavalieri templari avete preso parte a un’azione di estrema crudeltà contro un uomo innocente, nella speranza di carpirgli un segreto che avrebbe potuto rendervi immortale, oltre ad arricchirvi oltre misura. Non eravate neppure certo che fosse in possesso di tale segreto, ma ciò nonostante l’avete torturato orribilmente e infine ucciso, senza indurlo a confessare.

1311. Bologna. Lo studium della città felsinea richiama studenti e illustri docenti da tutta Europa. Tra i magister più conosciuti e apprezzati, Mondino de’ Liuzzi, medico e scienziato, che nel romanzo di Colitto  diventa il protagonista di un racconto vivo e incalzante, che lo vedrà affiancare tale Francesco Salimbene, uno dei suoi studenti, alla scoperta di un mistero che lo studioso deve e vuole dipanare, il sommo segreto alchemico. Ma la ricerca della verità si scontrerà con la Santa Inquisizione, in quegli anni alle prese con il processo intentato dal re Filippo il Bello all’ordine templare. E saranno proprio i Templari una delle chiavi per scoprire la verità che Mondino cerca a tutti i costi.


Per approfondire

Albano Sorbelli. Storia della università di Bologna: Il medioevo

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