“Critica della ragion criminale” di Michael Gregorio

“Osservate, Stiffeniis. E’ penetrato come un coltello caldo nel lardo.”
Come la Logica che taglia la nebbia dell’Ignoranza, pensai io, ben consapevole dell’illustre compagnia in cui mi trovavo. Pur così, il mio stomaco provava ripugnanza a quella vista. Dovetti costringermi a guardare, e avrei potuto abbandonare il campo se il dovere non mi avesse obbligato a esaminare il corpo del reato col massimo zelo di cui ero capace.

Prussia 1804.
Il giovane procuratore Hanno Stiffeniis deve lasciare la tranquillità della piccola cittadina di Lotingen perchè convocato direttamente dall’imperatore Federico Guglielmo III a indagare su una serie di delitti avvenuti nella città di Königsberg.
La storia si dipana in un ambiente cupo, durante uno degli inverni più rigidi degli ultimi anni, con la Prussia sotto assedio dell’esercito napoleonico. E tra i tanti personaggi che l’ispettore incrocerà durante le sue indagini, il più importante sarà il grande filosofo tedesco Immanuel Kant, professore e mentore di Stiffenis durante i suoi anni da studente, e che rappresenterà una figura chiave durante le indagini.


Per approfondire

Manfred Kuehn. Kant:una biografia

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