Cristoforo da Messimburgo camminava a grandi falcate nella cucina verniciata di fresco, le mani dietro la schiena, il mento alto e fiero, lo sguardo ad accarezzare pentole, cucchiai, bracieri, griglie, piani di marmo, piatti, vassoi, posate. Ogni oggetto era nuovo e luccicante, ogni angolo di quella immensa splendida cucina sembrava sussurargli parole dolci, parole d'amore. Pensate a Cracco, Bastianich e Cannavacciuolo e trasportateli indietro di 500 anni. Immaginateli in una...
Il ragazzo sedeva davanti allo specchio in camera sua, una camera al secondo piano che dava su via dell'Anguillara a Firenze, intento a ritrarre le proprie fattezze di tredicenne: gote scarne dagli zigomi alti, fronte larga e piana, capelli neri ricciuti, occhi color dell'ambra con palpebre pesanti, ma ben distanziati. "Ho la faccia fuori sesto" pensò. "La fronte è troppo pronunziata rispetto alla bocca e al mento. Qualcuno avrebbe...
C'era stato il sole per tutto il giorno, ma adesso il vento dalla laguna si era rinfrescato e il cielo su Venezia cominciava ad o intorbidire. Matteo, ritto sul ponteggio principale del palazzo in costruzione, si asciugò il sudore con la manica fradicia della camicia per l'ennesima volta: d'estate le giornate di lavoro cominciavano presto e non finivano mai. Venezia, fine del Cinquecento: una città tentacolare e spietata in cui...
Muli: razza maledetta e traditrice. Ancora una volta aveva dovuto smontare dalla sua cavalcatura, là dove la mulattiera si faceva sentiero e il sentiero si faceva scala di pietre. Imprecava contro la bastarda, ma era soprattutto per dimenticare la paura e i pensieri più foschi. Era peste? Sarebbe stata peste? Per la prima volta la fiducia che i villani riponevano in lui gli diede un senso di fastidio Una canzone...
Prologo Sulla prima pagina è scritto: Nell'affresco sono una delle figure di sfondo. La grafia meticolosa, senza sbavature, minuta. Nomi, luoghi, date, riflessioni. Il taccuino degli ultimi giorni convulsi. Le lettere ingiallite e decrepite, polvere di decenni trascorsi. La moneta del regno dei folli dondola sul petto a ricordarmi l'eterna oscillazione delle fortune umane. Il libro, forse l'unica copia scampata, non è più stato aperto. I nomi sono nomi di morti. I miei e quelli...
La gondola di Stato procedeva a energici colpi di remo lungo il Canalazzo, immersa nell'oscurità della notte. Solo alcune delle grandi dimore patrizie affacciate sul canale che attraversa tutta Venezia, e quasi la divide in due, erano illuminate. Mi stavo chiedendo dove eravamo diretti, ed ebbi un moto di sorpresa quando vidi che non ci fermavamo davanti alle Fabbriche Nuove, dov'era la sede della Quarantìa Criminale. Repubblica Veneta, 1585. Paolo...