La notte in cui U.G. conobbe la Vergine Maria, la vacca Rosina aveva appena figliato. E questo probabilmente gli salvò la vita. Era nudo, inchiodato a terra da paletti accuminati di legno che gli trapassavano le mani e i piedi. La terra era secca e screpolata, come una risaia appena asciugata dal sole. Argilla grigia, dura come il ferro, come quella in cui suo padre si ammazzava di lavoro...
Il virginiano. Ci sono argomenti che attirano l'attenzione del pubblico in modo singolare. Nel nostro paese le storie di persone rapite lungo la frontiera, di pionieri del West fatti prigionieri dagli indiani, hanno sempre esercitato un fascino particolare. Fin dall'epoca dei primi coloni, i racconti di coloro che sono sopravvissuti a questi strazianti cimenti sono sempre stati tra i testi più popolari della nostra produzione letteraria, come potrebbe facilmente confermare...
L'aspetto della collina di San Carlo dipende principalmente dall'ora della giornata. Di mattina, il sole si alza alle spalle del colle; e poichè il castello è stato costruito un pò sotto la sommità, i suoi raggi diretti non arrivano a penetrare nelle finestre delle camere dove riposano il settimo barone di Roccapendente, i suoi familiari e i suoi ( solitamente molti) ospiti, che così possono tranquillamente dormire fino a...
6 febbraio 1875, sabato La Corsa dei Moccoletti chiudeva il Carnevale romano. La sera del Martedì Grasso, per le strade e i vicoli zeppi di gente, ognuno, reggendo una candela o un lumino, cercava di spegnere quelli altrui con un soffio, un ventaglio, un mantice, persino uno sputo, in un groviglio di corpi e urla, di scarti acrobatici e gomitate. Roma, 1875. Roma è da pochi anni parte dell’Italia unita, ma...
La voce rude e bassa lo sorprese alle spalle mentre scendeva il buio.“Ehi,George”Era l’ora della preghiera serale, quando sotto la luce normale non distinguevi un filo nero da uno bianco. George mise mano alla cintura e si voltò, brandendo il coltello da frutta. Per tutta Istanbul, i muezzin nei minareti buttarono indietro la testa e intonarono la loro nenia.Era l’ora giusta per ammazzare a calci un uomo in mezzo...
Tutte le volte che si allentava il nodo della cravatta, il signor Cappa batteva l’unghia del pollice contro la superficie inamidata del colletto. Agganciava il nodo con l’indice, tirava piano verso il basso e poi, sempre, un piccolo colpo con la punta del pollice sulla cellulosa irrigidita, un piccolo colpo secco, all’indietro, come per lanciare una biglia, tutte le volte. Massaua 1896. Il caldo torrido e opprimente dell’Abissinia di fine ‘800...