Eccolo, il ragazzino. È pallido e magro, indossa una camicia di lino lisa e sbrindellata. Attizza il fuoco nel retrocucina. Fuori si stendono campi arati, scuri e cosparsi di chiazze di neve, e poi boschi più scuri che celano ancora i pochi lupi rimasti. I suoi sono noti come taglialegna e venditori d'acqua, ma in realtà suo padre era maestro di scuola. Sdraiato, ubriaco, cita versi di poeti i...
L'assassino conosceva il dolore. Perchè era nato nel dolore. Lui stesso era dolore. E non c'era pena che non fosse in grado di amare. Perchè il suo era un buon dolore. Perchè adesso il dolore del suo misero corpo ne era al contempo il trionfo e la celebrazione, il mezzo scelto dal destino per dargli un'altra vita. Una vita gloriosa. Anno 1899, Parigi. L'ispettore Milton Germinal, oppiomane e alla deriva, inizierà...
Il virginiano. Ci sono argomenti che attirano l'attenzione del pubblico in modo singolare. Nel nostro paese le storie di persone rapite lungo la frontiera, di pionieri del West fatti prigionieri dagli indiani, hanno sempre esercitato un fascino particolare. Fin dall'epoca dei primi coloni, i racconti di coloro che sono sopravvissuti a questi strazianti cimenti sono sempre stati tra i testi più popolari della nostra produzione letteraria, come potrebbe facilmente confermare...
Yashim si scacciò un granello di polvere dal polsino. "Un'altra cosa, marchesa, " mormorò. Lei lo guardò serafica. "I documenti" La marchesa di Merteuil scoppiò in una risatina. "Flute, monsieur Yashim, depravazione non è una parola riconosciuta dall'Academie" Una concubina del sultano Mahmut II viene trovata morta, strangolata. Quando glielo riferiscono il sultano chiede di convocare Yashim. Yashim, l'eunuco, si ritrova davanti al serraschiere, comandante della Nuova guardia, l'esercito ottomano che dieci anni prima ha sostituito il...
La notte in cui U.G. conobbe la Vergine Maria, la vacca Rosina aveva appena figliato. E questo probabilmente gli salvò la vita. Era nudo, inchiodato a terra da paletti accuminati di legno che gli trapassavano le mani e i piedi. La terra era secca e screpolata, come una risaia appena asciugata dal sole. Argilla grigia, dura come il ferro, come quella in cui suo padre si ammazzava di lavoro...
8 gennaio 1919 Theodore è sottoterra. Scrivo queste parole e mi sembrano senza senso, così come l'immagine della sua bara calata in una fossa di terra sabbiosa vicino a Sagamore Hill, il luogo che più amo nella vita. Lì, oggi pomeriggio, nel freddo vento di gennaio che soffiava dal Long Island Sound, pensavo fra me che doveva essere uno scherzo, che di lì a poco avrebbe forzato il coperchio...