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Antichità

All'interno della categoria tutti i romanzi ambientati dalla scoperta della scrittura alla caduta dell'Impero romano d'Occidente (476 d.C.)

"Terra, terra; laggiù c'è la terra". Il grido, possente e disperato ad un tempo, venne nettamente udito da coloro che erano sulla nave: marinai, mercanti, viaggiatori non meglio definibili, ed anche dal vecchio Leonida che non esultò più di tanto; qualche istante dopo il fragore del tuono per un lungo attimo sovrastò la voce del marinaio. La nave era in piena tempesta: si era sul finire della notte prossima...
Prima pergamena. Inizia il resoconto. O mio Dio, pietà. Pietà e perdono. Padre nostro che sei nei cieli, abbi pietà di me e perdonami perchè, come sai, sono debole. O Dio misericordioso, le mie mani tremano di paura e terrore. E il mio cuore, il mio spirito vacillano di fronte alle sciagure e alle devastazioni di questi miei tempi. Solo a te, mio Dio, è la Misericordia, solo a Te...
Abella– Autumnus 893  ab Urbe condita ( Autunno 140 d. C.) Il fulmine spaccò l’aria infrangendosi su un grosso pino secolare. Lo schianto assordò l’uomo al riparo nella piccola baracca, ma non quanto il tuono che ne seguì. D’istinto guardò verso la villa. «O Dei, fate che sopravviva!». Marcus era impaziente, aveva già cinque anni e nonostante avesse temuto per mesi l’arrivo del fratellino, perché il padre era sicuro si trattasse di...
Anno 682 ab Urbe condita. Porta Capena, Roma La prima punta d'ombra lambisce il quadrante delle meridiane. I sette colli si affacciano al nuovo giorno accarezzati dai raggi del sole. Roma si accende. Un giovane schiavo sta trasportando tre anfore di bronzo. Il suo padrone gli ha ordinato di consegnarle a un commerciante alle porte di Roma, sulla via Appia. Lo schiavo supera Porta Capena: ai margini della strada, subito dopo...
Anno Domini 498, Tintagel (Cornovaglia) La pergamena era scivolata a terra. A svegliarmi è stato il senso di vuoto o forse freddo che a un tratto ho avvertito nel palmo della mano. Allora ho guardato attraverso la finestrella. La luce del giorno è fioca quanto quella della candela che tengo sempre accesa. E’ l’unico lusso che ancora mi congedo e talvolta mi sento in colpa per questo. Fuori vedo un...
“Io, Tiberio Claudio Druso Nerone Germanico eccetera eccetera (perché non voglio infastidirvi enumerando tutti i miei nomi), che ero una volta, e non molto tempo addietro, noto a parenti e amici e conoscenti sotto gli appellativi di Claudio l'Idiota, o quel Claudio, o Claudio il Balbuziente, o Cla-Cla-Claudio, o nel migliore dei casi Povero Zio Claudio, mi accingo a narrare la strana storia della mia vita; a partire dalla...