C'era stato il sole per tutto il giorno, ma adesso il vento dalla laguna si era rinfrescato e il cielo su Venezia cominciava ad o intorbidire. Matteo, ritto sul ponteggio principale del palazzo in costruzione, si asciugò il sudore con la manica fradicia della camicia per l'ennesima volta: d'estate le giornate di lavoro cominciavano presto e non finivano mai. Venezia, fine del Cinquecento: una città tentacolare e spietata in cui...
Anno 959 ab Urbe Condita, primavera (206 d.C.).  Vario Avito Bassiano cominciò la sua esistenza cosciente nel momento in cui ebbe la visione di uomo che bruciava sorridendo. Era da poco entrato nel terzo anno di vita. Curioso e vivacissimo, chiacchierava incessantemente in un suo idioma infantile mescolando parole in siriano, greco, latino e altre che inventava sotto lo stimolo di svariate emozioni, per la delizia delle sue madri. Vario Avito...
Roma, 26 febbraio, Anno Domini 1500 Una macchia scarlatta sull’arenaria del fiume. A ogni passo prendeva contorni, definendosi nella luce incerta dell’alba. Un mantello rosso avvolgeva il corpo di una donna. Era il cadavere di una giudea. Tiberio di Castro fu assalito da un brivido. Non era il freddo che lo faceva fremere. Nonostante la giovane età, aveva sviluppato un’insolita familiarità con la morte, con i suoi colori e il suo odore...
Augusta, 23 ottobre A.D. 1525 Al mio amico, Heinz Kreber I fuochi sono accesi. Presto le porte dell'inferno si apriranno e vomiteranno contro di voi l'odio di questo mondo. I tuoi nemici, simili a mute di cani, lasceranno alle loro spalle il loro odore fetido, come il respiro della morte. 1527, sacco di Roma Anno terribile, i Lanzichenecchi sono in marcia, stremati, affamati, pieni di rabbia e senza paga. Lontano, all'orizzonte, la preda...
Il giorno del sole nero. "Su, su, presto! Manca meno di un'ora all'alba!" Il fratello Jacobo veniva su di corsa per il pendio, la bruna veste da oblato legata alla cintola in modo da lasciargli libere e scoperte le ginocchia, agitando come un forsennato la raganella di legno e producendo un gracidar che squarciava il silenzio notturno. Un'eclissi solare. La fine dei tempi che sembra sempre più vicina. In un paese...
A Jalta il paesaggio toglieva il fiato, soprattutto in primavera. I fiori accompagnavano le colline scoscese fino al lungomare ornato di palme e, appena oltre, l'acqua increspata rifletteva e corrugava il cielo. Il nucleo più antico del paese era in legno, con vicoli stretti e case aggrappate l'una all'altra. Intorno, in lontananza, lungo i pendii scoscesi, densi di oleandri e melograni in fiore, si adagiavano ville sfarzose e ricercate. Agli...