L’autunno quell’anno pareva non voler arrivare. L’estate indugiava pigramente sulle campagne fertili e sui fianchi del monte Vesuvio, ancora verdissimi e appena velati da una leggera foschia. Il soffio tiepido del vento sfiorava il mare lucente, sciogliendosi nelle sue increspature. Il tempo sembrava aver miracolosamente smesso la sua corsa, ma quell’immobilità dorata e innaturale faceva crescere in lei la percezione di un cambiamento imminente. Sonia, ricordi quando è nata l’idea...
Le strade di Anxanum, mentre il sole tramontava alle spalle delle colline, cominciarono ad imbrunirsi e a rabbuiarsi. Al di là del Foro, dove le viuzzole della città diventavano sempre più strette, le insulae, i palazzi e le case erano scarsamente illuminate da poche fiaccole e da qualche lucerna, sulle quali delle piccole e flebili lingue di fuoco ardevano timidamente, riuscendo a malapena a irradiare la via. Il tuo...
Padova, luglio 1328. La grandine, irrispettosa, picchiava sul tetto della Chiesa degli Eremitani di Sant’Agostino. Il rumore all’interno era assordante. Eppure, i presenti sembravano non accorgersi di nulla. Stavano in piedi, in silenzio, con lo sguardo fisso verso terra, verso lo stesso identico punto del pavimento. La terra appena smossa segnalava che in quel punto era stato sepolto da poco qualcosa, o qualcuno. Canzio, il tuo libro è una macchina...
“La sofferenza non da tregua al tempo.” Il vescovo di Reggio Eriberto era stato il primo a parlare. Dopo di lui, lo avevano seguito tutti gli altri. Vescovi, abati, monaci, e i pochi fedeli vassalli che ancora non le avevano voltato le spalle. Uno dopo l’altro avevano detto la loro opinione, e avevano espresso unanimi il proprio pensiero: la proposta di pace dell’imperatore era l’unica strada, la resa incondizionata al suo...
«Capitano!» La vedetta, un giovane smilzo cui andava larga la l’imbottitura sotto l’usbergo, s’era rivolto indietro verso il capo milizia. «Nemico in vista signore». E dopo aver parlato aveva subito accostato il corno alla bocca. «Fermo Lucherino, uccello del malaugurio!» Il capitano era un individuo basso, tutto muscoli, tozzo e compatto, dai modi bruschi e sbrigativi con i soldati: «Non suonare. Li ho sentiti anch’io gli zoccoli dei cavalli...
La creatura si era attaccata al suo corpo come la zecca al cane. La donna aveva provato in tutti i modi a liberarsene, ma nessuno dei sistemi miracolosi carpiti a caro prezzo alla guaritrice aveva portato giovamento. Non erano serviti a nulla neppure dieci mazzi di prezzemolo crudo, neppure il decotto di certe erbe segrete, amare come il fiele. Barbara, ricordi quando è nata l’idea del tuo libro? Dove ti...