“Calpurnia. L’ombra di Cesare” di Sonia Morganti

L’autunno quell’anno pareva non voler arrivare. L’estate indugiava pigramente sulle campagne fertili e sui fianchi del monte Vesuvio, ancora verdissimi e appena velati da una leggera foschia. Il soffio tiepido del vento sfiorava il mare lucente, sciogliendosi nelle sue increspature. Il tempo sembrava aver miracolosamente smesso la sua corsa, ma quell’immobilità dorata e innaturale faceva crescere in lei la percezione di un cambiamento imminente.

Sonia, ricordi quando è nata l’idea del tuo libro? Dove ti trovavi, come hai vissuto i primi momenti, come l’hai fermata quella idea?

La prima scintilla risale al tempo delle elementari e si è trasformata in domanda qualche anno dopo, davanti a un brevissimo inciso di Plutarco. È una frase quasi invisibile ma ha dato inizio a ricerche che mi hanno accompagnata per tanti anni. Mi sono chiesta chi fosse veramente Calpurnia. Da questa domanda ho cercato di ripercorrere ciò che sappiamo o possiamo dedurre della sua vita e delle sue origini. Si dice che non ci siano notizie su di lei, ma questo non è del tutto vero. Ci sono indizi piccoli ma di gran peso ce ne parlano. E sono mimetizzati. Cercando Calpurnia, ho incontrato il suo mondo e ho deciso di raccontarlo, per sentirlo più vicino. Pubblicare non era la mia priorità. E così l’inciso di Plutarco, da cui tutto era partito, oltre che domanda è diventato risposta, e viene citato anche nella chiusura del romanzo, uscito nel 2015

Hai la possibilità di invitare al tuo tavolo uno dei personaggi storici, realmente vissuti, che incontriamo nel tuo romanzo: chi è che ti farà compagnia e perché?

Ho cercato di trovare in me una risposta originale, ma non c’è nulla da fare: inviterei la mia protagonista. Mi sono sempre sentita molto responsabile nei confronti di Calpurnia. È vero, quel che ho scritto è un romanzo: per quanto rispetti i criteri di plausibilità e aderenza alle fonti su cui poggia un romanzo storico, si tratta di narrativa e non di saggistica. Ma lei era, è, una persona vera. E per me rispettarla anche con le mie parole è sempre stato importante. Vivo così le mie righe. Probabilmente sarei così emozionata per l’incontro che, invece del caffè, dovrei ordinare una camomilla. E cercherei di trasmetterle quanto mi ha dato. Sperando, nel mio piccolo, di averla ricambiata almeno un po’.

Published by Guillaume Rouille (1518?-1589) - "Promptuarii Iconum Insigniorum"

Trasformati in una guida turistica e promuovi i territori attraversati dalla tua storia: perché dovrebbero essere visitati oggi e quali sono gli elementi ancora riconoscibili nella storia che hai raccontato?

La Villa dei Papiri di Ercolano apparteneva in origine al padre di Calpurnia, in seguito appartenne al fratello di lei, ospitò filosofi e poeti. Era una dimora immensa e scenografica, dove dedicare il tempo libero alla cultura e al ristoro dello spirito. Ancora in parte sepolta, cela una biblioteca di cui sono stati ritrovati alcuni papiri carbonizzati dall’eruzione del Vesuvio. Al momento del ritrovamento, non si capì immediatamente cos’erano quei tozzi scuri. Quando fu chiaro di cosa si trattava, si fece l’impossibile per leggerli, dapprima con tecniche di srotolamento meccaniche, oggi sfruttando la diagnostica per immagini. Sono testi di filosofia, scritti in greco da Filodemo, filosofo esso stesso e maestro di Lucrezio. Sotto il sarcofago di fango eruttivo giace ancora la biblioteca latina, perché quella che oggi chiamiamo Villa dei Papiri è stata vivaio di personalità come Lucrezio, Virgilio, Orazio. Un paradiso che dista da noi solo uno scavo

Una canzone che consigli per ascoltare il tuo romanzo

“Fragile” di Sting

Le stelle salivano già nella volta celeste come vapori d’argento e le lucerne si spegnevano l’una dopo l’altra al sopraggiungere della notte

Potrete approfondire la conoscenza di Sonia sul suo blog 

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